Nel Redmi Note 7 prezzo e qualità diventano alleati, parola di Xiaomi






Caratterstiche all’avanguardia, a partire da un sensore più grande e da 48 MP, abbattendo la barriera dei duecento euro

Rilancia in misura pesante Xiaomi al tavolo della sfida per gli smartphone di nuova generazione, con l’obiettivo di ribaltare le regole del gioco. Redmi Note 7 vuole infatti dimostrare come sia possibile ottimizzare i processi produttivi e distributivi di un produttore in modo da combinare quanto oggi a detta di molti altri è praticamente impossibile: offrire quanto di meglio possa offrire la tecnologia a prezzi nettamente inferiori alla media attuale.

Tutto a poco, la sfida possibile

Al centro dell’attenzione come prevedibile, la qualità fotografica. Più ancora di un’ambiziosa risoluzione da 48 MP, a lasciar ben sperare è l’aumento nelle dimensioni del sensore, indispensabile perché certi numeri non si limitino a dichiarazioni di marketing.

Grazie inoltre all’impiego della tecnologia Tetracell di Samsung per unire quattro pixel in un solo più grande da 1,6µm, Redmi Note 7 aumenta la capacità di leggere la luce e quindi la resa fotografica anche con scarsa luminosità.

Per funzionare a dovere, il sistema ha bisogno naturalmente di una potenza calcolo adeguata. Anche qui, Xiaomi punta in alto affidandosi al processore Qualcomm Snapdragon 660 AIE SoC, con una velocità massima di clock di 2,2GHz. Con il supporto sopra la media di una batteria da 4.000 mAh.

Per competere ad alti livelli però, questo non basta ancora, serve anche una buona dose di design. Nella circostanza Redmi Note 7 opta per forme lineari con angoli arrotondati. Il display di dimensioni medio grandi ha una diagonale, di 6,3” resi più pratici dal rapporto 19,5:9, per una risoluzione FHD+ di 2.380 x 1.080 pixel. Il tutto ricoperto da Corning Gorilla Glass 5, davanti e dietro.

Tra le funzioni non scontate di Redmi Note 7 gli infrarossi, utili per trasformare lo smartphone in una sorta di telecomando per elettrodomestici, televisori o condizionatori d’aria. Quasi controcorrente invece la scelte di conservare il jack audio.

La vera sfida Xiaomi è però quella sul prezzo, decisamente al di sotto di ogni previsione. Non tanto per la versione con 3 GB di RAM e 32 GB di memoria fissa a 179,99 euro, destinati soprattutto ad attirare l’attenzione, quanto per i soli venti euro in più necessari per la versione con 4 GB di RAM e 64 GB di archivio, a 199,99 euro.

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