Con gli smartphone, anche i wearable si piegano alla venuta del 5G






HoloLens 2 a parte, il bilancio del MWC è tutto all’insegna della nuova generazione destinata a portare IoT nella vita di tutti i giorni

Calato il sipario sul MWC 2019 è arrivato il momento dei bilancio. Nell’edizione destinata a passare alla storia per l’arrivo ufficiale sul mercato del 5G, in termini di partecipazione e qualità degli annunci il successo è fuori discussione.

I 109mila partecipanti rappresentano infatti un importante passo avanti rispetto allo scorso anno. Ad accoglierli, 2.400 espositori ansiosi di mostrare le proprie novità.

I wearable chiusi all’angolo dal 5G

Proprio la grande attesa per il 5G ha però probabilmente penalizzato il settore wearable. Anche i pochi annunci attesi, sono stati rimandati ai prossimi mesi. Più di problemi con le tecnologie, in un settore comunque sempre più interessante per gli investitori, molto probabilmente proprio la paura di vedersi rubare la scena.

Questa è anche la linea di fondo dell’analisi Juniper Research, pronta a sancire il ruolo da protagonista indiscusso del 5G. Non tanto nell’ottica degli smartphone, quanto invece come avvio dell’era IoT, altrettanto rivoluzionaria sul lato utente, anche se al momento molto meno percepibile direttamente.

Si parla infatti di nuove prospettive prima di tutto in campo industriale, mentre sul fronte consumer i benefici arriveranno indirettamente, con un salto di qualità nei sistemi installati sulle autovetture o nella domotica.

Anche gli smartphone si piegano al 5G

Tanto è vero che l’attenzione dei produttori di smartphone è andata in tutt’altra direzione, l’arrivo dei primi modelli con display pieghevoli. Juniper Research ne prende in considerazione tre. Al fianco di già popolari,  Samsung S10 e  Huawei mate X, anche il meno conosciuto, almeno in Italia, Oppo.

Al momento, più delle caratteristiche tecniche, sotto osservazione il prezzo, troppo alto per pensare a una rapida diffusione. Al punto da indurre il sospetto si tratti ancora soprattutto di tempi dettati dal marketing, dietro i quali si nasconde invece la necessità di un’ulteriore messa a punto della tecnologia.

Dietro agli HoloLens 2, tracce di wearable

Proprio la strategia Oppo però, è quella più attenta alle prospettive wearable. Al momento ancora teoriche, le potenzialità da esprimere non mancano e l’azienda sembra intenzionata a orientare la propria strategia 5G esattamente in questa direzione.

Nel frattempo, l’unico vero contributo al mondo wearable è stato quello di Microsoft, pronta a cogliere l’occasione di unico protagonista attivo a Barcellona con gli HoloLens 2.

Secondo Juniper Research però, un’ulteriore conferma del momento di transizione nel mondo della realtà virtuale e della realtà aumentata. Caratteristiche e soprattutto prezzi, lilmitano ancora la maggior parte delle applicazioni al mondo professionale.

Esiste però una chiare chiave di lettura per la svolta consumer, oltre naturalmente ai prezzi di listino. Al momento, visori e smartglasses considerano solo in minima parte la connettività via Bluetooth con uno smartphone.

Con buona probabilità, sarà quindi questo il principale terreno di sfida per i prossimi anni. Per chi ha avuto il coraggio di provarci, i segnali in questa direzione sono già incoraggianti. Un esempio significativo, per quanto al momento ancora di nicchia, gli smartglasses Everysight Raptor.

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