Dietro la guida TILT, l’Italia della tecnologia sfila al CES






Tra la selezione di startup promossa da Teorema, D-Heart ridefinisce i parametri dell’ECG in favore dell’utente

C’è anche una rappresentanza importante per l’Italia al CES di Las Vegas. E non si tratta solo sedi locali dei grandi marchi o produttori di componenti. Anche e soprattutto vere e proprie realtà simbolo della creatività nazionale applicata alla tecnologia.

Questo, grazie anche a Teorema attraverso il progetto TILT, pronta a organizzare per il secondo anno consecutivo la missione italiana di imprese innovative al Consumer Electronics Show.

In linea con l’impegno nell’offrire alle realtà più talentuose del nostro Paese l’opportunità di presentarsi sul piano internazionale, TILT promuove questa iniziativa con la collaborazione dell’Istituto del Commercio Estero (ICE) e il contributo di APSTI – Associazione dei Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani.

L’arte della tecnologia creativa

Una selezione di startup distribuite per settore e provenienza geografica può così in questi giorni approfittare di una ribalta internazionale altrimenti difficile da cogliere puntando solamente sulle proprie forze. Le aree da cui provengono le giovani aziende sono Food, Health & Wellness, Smart Transportation, Smart Cities, Smart Home, Digital Services e Robotics.

“La varietà delle tipologie e dei profili delle startup candidate ha consentito di selezionare quelle più brillanti e meritevoli con una scelta ancora più ampia rispetto allo scorso anno – spiega Michele Balbi, Presidente di Teorema -. È in testa la Lombardia con quattorcici startup tra Milano, Bergamo, Varese e Pavia”.

In Italia  sono circa 15mila le startup considerate innovative. Un numero significativo, ma non sufficiente se comparato con quello di altri Paesi, dove è possibile contare su maggiore attenzione e investimenti.  “Siamo una nazione nota in tutto il mondo per ingegno e creatività – sottolinea Stefano Casaleggi, direttore generale di Area Science Park -. Abbiamo buone prassi e numerosi casi di successo da raccontare. Quello che ci manca è una visione condivisa e un sistema stabile per creare le condizioni affinché una buona idea o una nuova impresa possa trovare investimenti, clienti e mercati”.

Nel cuore della tecnologia

Tra le startup selezionate, D-Heart attiva nel settore biomedicale dal 2015 grazie all’iniziativa di Niccolò Maurizi e Nicolò Briante. Oggi medico ricercatore in cardiologia all’Università di Firenze, il primo fu colpito a sedici anni da un infarto miocardico. Questo evento lo spronò a trasformare il problema in un’opportunità, vedendo con gli occhi del medico i problemi dei pazienti come lui.

Così è nato così D-Heart, il primo dispositivo ECG per smartphone a derivazioni multiple, capace di unire la facilità d’uso necessaria per un impiego diretto del paziente con l’affidabilità dell’ECG necessaria al medico.

Pubblicato il: 8 Gennaio 2019

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