Wearable, settore in salute che produce salute

Tendenza guida nel mondo fitness, smartwatch & c. sono un patrimonio da non sprecare

Da tredici anni, l’American College of Sports Medicine studia il mondo del fitness per capirne tendenze, raccoglierne indicazioni ed essere in grado di fornire indicazioni sulla qualità della vita. Molto prima quindi, dell’arrivo sul mercato consumer dei dispositivi indossabili e della relativa diffusione.

Proprio questo però, è uno degli aspetti interessanti emersi dalle ultime edizioni della ricerca, il crescente ruolo assunto dal mondo wearable. Non l’unico naturalmente, ma certamente il più cresciuto di importanza, sia per la crescita di utenti sia per l’apporto garantito al mondo del fitness. Soprattutto, arrivato nel giro di pochi anni a essere la prima tra le tendenze esaminate.

ACSM riconduce infatti l’avvento dei wearable nel mondo fitness solamente al 2016. Subito, si sono affermati come fattore guida, anche se lo scorso anno il settore aveva accusato un calo di attenzione. In particolare, la ricerca si sofferma su un aspetto non sempre considerato a dovere, la capacità di stimolare il lavoro di gruppo, pur conservando piano di allenamento rigorosamente individuali.

Il gruppo si muove intorno ai wearable

In pratica, uno smartwatch, un tracker o un altro dispositivo indossabile offre stimoli legati alla condivisione dello sforzo e dei relativi dati, favorendo il confronto e quindi la voglia di migliorare. D’altra parte, un istruttore o un allenatore è in grado di valutare i risultati del singolo anche durante attività di gruppo e quindi fornire consigli e programmi personalizzati più affidabili.

L’altro aspetto interessante è l’evoluzione del concetto stesso di gruppo. Le classiche sessioni di venti o più persone stanno lasciando spontaneamente spazio a insiemi più ristretti e omogenei, frutto anche proprio delle analisi più personalizzate. Senza sottovalutare inoltre, la grande crescita dei gruppi virtuali. Quelli per intendersi favoriti dalla diffusione di app cresciute sulla scia di Strava o dalle community guidate da Fitbit.

Opportunità da non sprecare

I ricercatori si sono spinti anche oltre il semplice aspetto salutistico. In particolare, sotto la lente il ritorno al centro dell’attenzione verso il mondo wearable dopo il calo del 2018. La motivazione, è dalla parte dei produttori, capaci di riconoscere per tempo alcuni problemi nella progettazione dei dispositivi e relative funzionalità. Seguire cioè, maggiormente i tempi dei consumatori invece di voler a tutti i costi dettare i propri.

Nella visione d’insieme, si tratta solo di uno dei tanti aspetti presi in considerazione quando si parla di fitness. Se il mondo wearable saprà però gestire con saggezza questo momento favorevole, il futuro appare decisamente roseo. Altrimenti, uno dei tanti periodi della tecnologia destinati presto a diventare un nostalgico ricordo.

Pubblicato il: 5 novembre 2018

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