Il ciclista illuminato monta in bicicletta in tutta sicurezza

Breve rassegna sulle soluzioni più curiose ed efficaci per chi ama pedalare ma non i pericoli

Sono tanti, e molto diversi tra loro, i modi di usare una bicicletta. Per passione o necessità, per sport o per lavoro, nessuno però può chiamarsi fuori dal problema sicurezza. Un campo nel quale la tecnologia riesce a offrire un valido contributo, con un settore in continua evoluzione.

L’argomento però, non sempre viene preso nella dovuta considerazione dai diretti interessati, spesso distratti da strumenti molto più attraenti sotto il profilo delle funzionalità. Eppure, dotarsi di sistemi efficaci e all’avanguardia non richiede grandi sforzi. Soprattutto, apprezzabili anche sotto il profilo estetico.

Vedere e farsi vedere

Uno dei più noti è il sistema Varia Radar RTL510 di Garmin. In pratica, una sorta di radar in grado di tenere sotto controllo tutto quanto avviene nei paraggi. Abbinato al ciclo computer Edge, individua i veicoli in avvicinamento fino a 140 metri, indicando l’esatta percezione della loro velocità e prossimità, con avvisi acustici e sonori. Aspetto altrettanto importante, rende visibili il ciclista. La luce posteriore integrata nel bike radar infatti, garantisce visibilità fino a 1,6 km di distanza, con un angolo di visuale di 220 gradi. Due le  modalità di illuminazione: lampeggiante, per il giorno a 60 lumen e per la sera a 25 lumen, e fissa a 25 lumen.

Leggere la strada

Non molto diverso il progetto sviluppato da See.Sense. Utilizzando accelerometro, sensori di luminosità e temperatura integrati, diventa possibile andare addirittura oltre, verificando la superficie stradale, la luce ambientale e tutto quanto può variare durante una pedalata. Così, all’avvicinarsi di incroci o al sopraggiungere di una macchina da dietro, frequenza e luminosità aumentano per segnalare meglio la presenza.

Al tramonto e all’alba invece, su strade poco trafficate, non serve sfruttare il massimo dell’energia. Non sempre però. Esattamente come si rivela utile l’obbligo delle luci di posizione accese anche di giorno per le automobili, lo stesso vale per una bicicletta. Questo, su piccoli fanali richiede maggiore potenza da erogare al momento giusto ed è esattamente quanto ha imparato a rendere disponibile anche See.Sense. Fermo restando, la possibilità di connettere le luci allo smartphone e gestire manualmente le singole importazioni.

Sicurezza da ammirare

Molto più a effetto, pur mantenendo invariata l’efficacia, l’idea Revolights. Un sistema di quattro sensori da applicare su ciascuna ruota. Dotati di batteria removibile, sensore e led, entrano in azione non appena si inizia pedalare. La ruota anteriore proietta un fascio di luce bianca davanti alla bicicletta, mentre quella posteriore fa la stessa cosa con una scia rossa dietro. I LED sono accesi solo quando si trovano sul lato esterno della ruota, garantendo la visibilità della sagoma del ciclista. Inoltre, sfruttando utilizzando la connessione al GPS dello smartphone, la ruota posteriore riconosce la frenata e regola di conseguenza luminosità e frequenza, in modo non molto diverso da quanto succede con i veicoli a motore. Lo stesso principio è sfruttato anche come indicatore di direzione. All’atto della svolta, o anche del cambio di corsia, il cerchione si illumina per intero sul rispettivo lato.

Il casco illumina anche la mente

Completa il quadro, la più recente proposta di Lumos, un casco nel cui profilo sono integrati una serie di LED per ottimizzare la visibilità e funzionare da luci di posizione, ma non solo. Sfruttando un piccolo comando da montare sul manubrio e la connessione all’app, le luci diventano facilmente anche degli indicatori di direzione e dei segnali di stop, esattamente come sui comuni veicoli a motore. Certamente, non obbligatori, ma dalla indiscutibile utilità quando usati correttamente.

A seconda dei gusti, e delle disponibilità di spesa, che si tratti di sistemi dedicati da montare sul telaio, sulle ruote o di un casco, per chi vuole preoccuparsi anche della propria sicurezza in modo attivo, l’importante è sapere di poter contare su un buon numero di alternative.

Pubblicato il: 12 luglio 2018

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.