In un cielo popolato di droni, vola alto anche il pericolo sicurezza

Popolarità e diffusione dei dispositivi connessi in Rete portano inevitabilmente nuovi pericoli

Il momento di vera e propria esplosione che sta attraversando il mondo dei droni porta inevitabilmente alla ribalta problemi finora trascurati. A lungo destinati all’uso militare o comunque gestiti da persone qualificate, la diffusione di massa genera rischi di varia natura da affrontare per tempo.

L’industria dei droni non dà infatti segni di rallentamento. Una crescita di popolarità da ricercare prima di tutto nel prezzo. I droni infatti non sono mai stati così convenienti e con una scelta così ampia. Questo, permette di cercare svariati modi per sfruttarli, dal lavoro al tempo libero.

Uno scenario dove non mancano anche prospettive particolarmente suggestive e futuristiche. Per esempio, presto potrebbe essere possibile non dover più andare a prendere fisicamente farmaci, documenti o abiti dalla lavanderia, per trovarseli consegnati direttamente sulla porta di casa da un drone. Già sfruttati da tempo invece, nel mondo dell’agricoltura. Attualmente negli Stati Uniti, più del 30% degli agricoltori usa la tecnologia dei droni. Una percentuale stimata in crescita fino al 60% entro la fine dell’anno prossimo.

Interessanti anche le sperimentazioni già in atto nel campo della sicurezza. Modelli realizzati con sensori a infrarossi e rilevatoridi gas integrati potrebbero essere mandati in avanscoperta per perlustrare i luoghi colpiti da incendi, o rivelarsi utili nella ricerca di persone bisognose in aree colpite da disastri naturali.

Nonostante il tutto questo, o probabilmente proprio a causa di tutto questo, sorgono però anche aspetti negativi, perché il sempre più diffuso uso dei droni rischia di trasformarsi in un nuovo aspetto del problema della sicurezza dei dati, come sottolineano gli esperti Panda Security.

Come qualsiasi altro dispositivo, nel momento stesso in i droni vengono connessi alla Rete, diventano potenziali oggetti di attacco. Il problema principale è la progettazione di base ormai risalente a prima che si considerasse il cybercrime come una vera minaccia. Pertanto, tantissimi droni non sono concepiti con barriere di sicurezza adatte e possono essere facilmente violati per essere usati con finalità illegali. Tutti i dispositivi, per esempio, sono spesso registrati e se un drone mancante viene rubato e usato per spiare qualcuno o violare la privacy dell’azienda, il dipendente che lo aveva in uso potrebbe essere ritenuto responsabile. Un altro rischio è il dirottamento: c’è la possibilità che cybercriminali esperti si impossessino del drone per accedere ad aree proibite, come aeroporti o edifici governativi.

Un problema destinato a ricadere sulle spalle delle aziende di sicurezza del mondo IT. Al tempo stesso, una nuova opportunità, dalla quale sembra quasi scontato attendersi un nuovo terreno di sfida. Nel frattempo, il miglior accorgimento resta la raccomandazione generica di curarsi della sicurezza di una connessione, a prescindere dal dispositivo collegato.

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