Nella gara di resistenza dei wearable, gli smartwatch avranno la meglio sui tracker

I gusti dei consumatori analizzati da IDC sempre più in direzione di prodotti completi e autonomi

Ci sono sempre più smartwatch nel futuro dei dispositivi indossabili, secondo le previsioni IDC. Mentre chi invece ha intenzione di limitarsi all’acquisto di un tracker solo per risparmiare, probabilmente farebbe meglio a non cedere. La società di ricerche stima infatti nel 15,1% la crescita del settore nel 2018, per un totale di 132,9 milioni di unità vendute nel corso dell’anno. Un andamento destinato a durare almeno fino al 2022, con una progressione annuale pari al 13,4%, fino a raggiungere i 219,4 milioni di dispositivi acquistati nel 2022.  Il peso degli smartwatch è inoltre destinato ad aumentare nell’universo wearable, fino a riguardare due vendite su cinque.

Come di consueto, nei propri rilevamenti, IDC considera smartwatch, tracker, orologi, auricolari smart, abbigliamento e altri apparati generici. In particolare, mentre gli smartwach vedranno aumentare la quota di mercato dall’attuale 32,8% al 38,3% nel 2022, i braccialetti intelligenti cresceranno comunque nelle unità vendute, ma sono destinati a cedere la leadership, passando dal 35,9% attuale al 22%, con un mercato dal quale emergono i primi segnali di saturazione. Oltre a demeriti propri, questo è dovuto all’evoluzione dei diretti rivali. Anche gli orologi semplici, sono infatti destinati a superare i tracker, salendo dal 24,4% al 27,1%.

Decisamente ancora più contenute invece le ambizioni degli altri due settori presi in considerazione. Gli auricolari infatti, possono ambire a una quota del 6% rispetto al 2,1% attuale. Proprio questi però, si candidano a protagonisti della crescita più rapida nei prossimi anni, del 48% ogni dodici mesi. Un dato comunque favorito dai valori ancora minimi attuali. Resta invece incerto il futuro dell’abbigliamento, probabilmente per una reale mancanza di progetti concreti. La già risicata presenza attuale dell’1,8% è destinata a scendere ulteriormente all’1,3%. Non esaltante anche la crescita annua, stimata nel 3,8%.

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