Così la luce aiuta a fare sicurezza con biometria e riconoscimento facciale

Osram aiuta a capire dettagli e prospettive dell’impiego sempre più diffuso di Led e infrarossi

Nell’innovazione dei dispositivi mobili, smartphone, tablet o wearable che siano, la luce gioca un ruolo fondamentale. E non solo per aspetti scontati come illuminare il display o il flash nelle fotografie. Gli sviluppi delle tecnologie a infrarossi e laser stanno rendendo concrete una varietà di funzioni in un ampio spettro di mercati. Riconoscimento dei gesti, scansione dell’iride o riconoscimento del volto, sono solo alcuni esempi di come la luce a infrarossi possa essere utilizzata nei dispositivi mobili.

Per gli utenti, significa prima di tutto maggiore praticità d’uso, affiancata da una serie di nuove opportunità per buona parte ancora da scoprire. Come già dimostrato da Apple, il riconoscimento e il monitoraggio oculare utilizzati al posto del tocco nei dispositivi mobili rendono la gestione molto più intuitiva. Il grosso della sfida si giocherà tuttavia sulle applicazioni, sulla spinta di utenti pronti a gestire tutti gli aspetti della propria vita digitale appoggiandosi ai dispositivi mobili. Infine, l’aumento di attenzione verso la salute sta portando a una rapida crescita nell’utilizzo di dispositivi indossabili come i fitness tracker. Un numero crescente di applicazioni per la realtà virtuale e aumentata di fascia alta completano il quadro di una tendenza molto attuale. Una serie di opportunità nelle quali Osram Opto Semiconductors crede molto, ha iniziato a investire da tempo ed è prossima a presentare i primi risultati interessanti all’imminente MWC 2018 a Barcellona a partire dal 26 febbraio.

Tra gli aspetti già evidenti, l’identificazione biometrica dell’utente sta radicalmente cambiando il livello di sicurezza dei dispositivi mobili. La scansione dell’iride e il riconoscimento facciale sono tra i metodi biometrici di identificazione attualmente più affidabili e sicuri. Un’alternativa alla sempre meno gradita gestione delle password e alle pignole verifiche per pagamenti e altre transazioni finanziarie.

Il grosso vantaggio della biometria è sfruttare quelle caratteristiche umane uniche, come per esempio specifiche strutture all’interno l’iride, tratti del viso o impronte digitali. I sensori identificano questi tratti e li confrontano con i dati biometrici precedentemente memorizzati. Per rivelarsi affidabili, sia la scansione dell’iride sia il riconoscimento facciale richiedono speciali LED aggiuntivi a raggi infrarossi per illuminare la zona.

Gli scanner dell’iride sono uno dei metodi più affidabili e sicuri per l’identificazione biometrica. Quando un utente desidera accedere a un dispositivo, questi sistemi  illuminano l’occhio con luce a infrarossi. Il software analizza quindi un’immagine del modello dell’iride, unico per ogni individuo. I sistemi di riconoscimento facciale identificano invece caratteristiche indipendenti dalle espressioni facciali, come lunghezza e larghezza del naso, profondità delle cavità oculari e forma degli zigomi. L’illuminazione supplementare del viso con luce a infrarossi garantisce un riconoscimento facciale estremamente affidabile in qualsiasi momento. Il tasso di blocco di utenti autorizzati è inferiore all’1%, e la probabilità che una persona sbagliata possa accedere al dispositivo è di circa una su un milione.

La presenza delle misurazioni biometriche cresce infine anche nelle attrezzature legate alla salute. È infatti sempre più comune tenere sotto controllo i propri livelli di forma e fitness. Oggi, grazie proprio alla tecnologia ottica, quasi tutti i fitness tracker hanno la capacità di misurare la frequenza cardiaca utilizzando LED ad alta efficienza.

Pubblicato il: 14 febbraio 2018

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