L’allungo Apple mantiene Watch sulle vette del mercato

I dati Canalys sanciscono per il 2017 la netta superiorità dello smartwatch

Per Apple, il momento di Watch è sempre quello giusto. Secondo i rilevamenti Canalys riferiti al 2017, le vendite hanno infatti superato i pur ambiziosi obiettivi dell’azienda. Le unità consegnate a livello mondiale hanno infatti raggiunto i 18 milioni. Per capire meglio l’entità del risultato, basti pensare come questo comporti una crescita del 54% rispetto al 2016.

Buona parte del merito viene attribuita a Watch 3, capace da solo di coprire la metà delle vendite. In particolare, esemplare la prestazione dell’ultimo trimestre, sulla spinta della più recente serie di annunci a settembre, con una delle rappresentazioni più riuscite nella storia di Apple. Negli ultimi tre mesi del 2017 infatti le vendite sono aumentate del 32% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, raggiungendo quota 8 milioni. Come sottolinea Canalys, il migliore risultato trimestrale nella storia dell’intero mercato wearable.

Tra le caratteristiche più apprezzate di Watch, nettamente le funzionalità di connessione LTE integrata. Soprattutto nei paesi come USA, Giappone e Australia dove tutti i principali operatori del mercato ci hanno creduto, i risultati hanno dato loro ragione. In qualità di modello dotato nella connessione più veloce sul mercato, il Series 3 ha permesso in questi Paesi di raddoppiare le consegue ogni trimestre, per arrivare a quota 1,6 milioni di unità. Per la stessa ragione, tra Gran Bretagna, Francia e Germania, la risposta parziale degli operatori ha permesso di cogliere solo in parte l’opportunità.

Un altro punto di forza riconosciuto da Canalys ad Apple è la forza del design. Dove la concorrenza si affanna a trovare soluzioni alternative, con ghiere rotanti o display circolari, Watch mantiene inalterati i propri tratti caratteristici, preferendo concentrare le attenzioni sulla relazione con iPhone. Il favore incontrato da Gymkit o Hear Study sono valutate mosse potenzialmente vincenti per rendere ancora più complicata la vita alla concorrenza.

Pubblicato il: 12 febbraio 2018

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