Nell’orecchio con RippleBuds si sentono solo parole e musiche impeccabili

Gli auricolari di nuova concezione sfruttano l’apparato auditivo anche per la registrazione della voce

Contro ogni apparente logica di pensiero, le più recenti tecnologie per il riconoscimento vocale passano sempre meno dalla bocca. In realtà, la ricerca si spinge ormai regolarmente verso la fonte delle onde vocali seguendo il pragmatismo della scienza e l’orecchio si presenta al momento come una delle vie più percorribili. Soprattutto, quando si parla di auricolari con microfono, destinati a far apparire superati i tradizionali sistemi con fili, ma anche i comuni supporti per la telefonia, ampiamente diventati obsoleti oltre che inestetici.

Questa è anche la convinzione di RippleBuds autrice di una delle soluzioni attualmente più interessanti e innovative su un mercato le cui prospettive iniziano ad attirare sempre più contendenti. L’dea della società di San Francisco è andare oltre gli ormai ordinari auricolari wireless, troppo spesso mirati solo al design, in favore di una soluzione completa di microfono, senza scendere a compromessi su qualità e funzionalità.

Primo punto fermo nello sviluppo dei RippleBud, rinunciare a niente senza compromettere l’estetica. Il risultato è decisamente buono, considerando come in dimensioni ben inferiori alla media delle attuali soluzioni wireless siano assemblati non solo diffusori e batterie insieme al chip Bluetooth, ma anche il microfono. E non si parla di un microfono qualsiasi, ma di un sistema capace di riconoscere l’audio dalle vibrazioni prodotte nel canale uditivo. Oltre all’evidente vantaggio pratico di permettere un insieme molto compatto, senza microfoni esterni visibili, la possibilità di studiare un filtro per la riduzione del rumore con pochi uguali, semplicemente analizzando la provenienza della sorgente sonora. Il tutto in un design tanto semplice quanto gradevole, con il piccolo interruttore sulla parte esterna e raggiungibile con un movimento naturale.

Diversi i vantaggi pratici. Dal tradizionale impiego come accessorio per le chiamate, all’immancabile ascolto di musica. In particolare, il filtro antirumore va in favore della pulizia del suono, eliminando anche la necessità di alzare eccessivamente il volume in presenza di forti disturbi esterni e preservando quindi anche la salute. Altro aspetto interessante, la funzione di registrazione, evitando anche quelle situazioni a volte al limite del ridicolo di smartphone impugnati nei modi più scomodi per inviare messaggi vocali, gridando in pubblico per sovrastare i rumori ambientali.

Per certi versi, quasi sorprendente anche il prezzo, più abbordabile di quanto si possa immaginare alla luce delle funzionalità offerte, pur restando ampiamente in fascia alta. La versione stereo completa di custodia con batteria integrata per ricarica in libertà e cinque coppie di tamponi di misura diversa, costa 159 dollari. Trenta in più del modello mono, facile prevedere scelta meno accattivante.

Pubblicato il: 12 dicembre 2017

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