Nelle braccia di Go2Sleep, l’apnea notturna diventa un incubo dimenticato

Attraverso l’analisi del sonno, il piccolo anello intelligente di Sleepon promette di superare il problema

Il monitoraggio del sonno è una delle funzionalità più innovative introdotte dai tracker e dagli smartphone di ultima generazione. In realtà, dati non particolarmente utili dal punto di vista medico, ma comunque interessanti per un’analisi personale dei propri comportamenti notturni.

Alla luce dell’interesse manifestato dagli utenti, lo spunto tuttavia è interessante per proseguire la ricerca in direzione di sviluppi più affidabili. Alcuni in particolare, sono già sulla buona strada, con la prospettiva di trasformarsi a breve in soluzioni utili ben al di là del generico benessere, per arrivare a supporti importanti contro disagi legati a lievi malattie e disturbi.

Tra queste, Sleepon. Passare dall’analisi del sonno a strumento per la cura di disturbi fastidiosi come l’apnea notturna è l’obiettivo di Go2Sleep, una sorta di anello intelligente senza controindicazioni che non fa altro che leggere alcuni parametri vitali durante la notte. Di dimensioni abbastanza ridotte da non interferire con il sonno, racchiude una serie di sensori in grado di restituire analisi sufficientemente accurate. A detta dei progettisti, utili anche per una diagnosi professionale.

L’apnea è una sospensione del respiro per un periodo di diversi secondi ripetuta nel corso della notte. Si parla di  almeno dieci o quindici episodi. Sono accompagnate da una diminuzione della saturazione di ossigeno e spesso sfociano in una disfunzione o alterazione respiratoria, dalla quale un’eccessiva sonnolenza diurna.

La scelta dell’anello come strumento di rilevamento non è casuale. Il dito è infatti la parte del corpo umano con la maggiore presenza di capillari, un punto dove quindi poter contare su una maggiore affidabilità nei parametri leggibili attraverso il flusso sanguigno. In particolare, Go2Sleep rileva battito cardiaco, livello di ossigenazione, saturazione e il rigirarsi nel letto.

A un primo livello, l’algoritmo collegato fornisce alcune indicazioni su come modificare alcune abitudini che possono esserne la causa. Spesso, può essere sufficiente cambiare la posizione o il cuscino, ma anche apportare ritocchi alla propria dieta o banalmente aumentare l’esercizio fisico. Se questo si rivelasse insufficiente, i report producibili possono tornare utili per fornire a un medico un quadro più completo della situazione e capire da dove iniziare una eventuale cura.

La messa a punto di Go2Sleep è ancora in corso. Oltre a raccogliere fondi su IndieGoGO per accelerare i tempi di arrivo sul mercato, fissati per maggio 2018, la startup ha già fissato un prezzo base di 198 dollari per due anelli. All’apparenza, non pochi, Certamente però, una cifra ragionevole se la promessa di nottate tranquille sarà mantenuta.

Pubblicato il: 28 novembre 2017

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