Pronta a entrare Apple, la vera sfida per la realtà aumentata deve ancora iniziare

Filtra qualche indiscrezione, anche se la decisione di puntare su un dispositivo autonomo allunga tempi e attesa

Dietro i riflettori della grande ribalta iPhone X, Apple sta lavorando anche ad altri progetti, non necessariamente legati alle nuove versioni dello smartphone. Rispetto all’idea originaria di includere la realtà aumentata nel prossimo modello previsto per il 2019, l’orientamento sembra ora di aspettare l’anno successivo, con buona probabilità puntando su una soluzione almeno in parte autonoma.

Non si tratta però di un’anticipazione ufficiale;  al riguardo Apple non ha ancora rilasciato dichiarazioni, quanto invece di una ricostruzione di Bloomberg. Secondo la testata economica statunitense, l’orientamento è in direzione di un visore dotato di schermo proprio, con un chip e relativo sistema operativo dedicati, Considerando i trascorsi della società di Cupertino nel guidare il mercato, un ottimo indicatore sul grande potenziale della realtà aumentata. Considerando il gran numero di applicazioni in fase di studio, la partita è di quelle veramente importanti. Sovrapporre immagini virtuali a scenari reali apre infatti le porte a una serie di opportunità quasi illimitata tra intrattenimento, assistenza tecnica, formazione, industria, guida assistita e altro ancora.

Per trovare conferma dei programmi, Bloomberg ha avviato la propria ricerca da un intervento del CEO Tim Cook alla trasmissione Good Morning America. Senza mezzi termini, il massimo dirigente Apple ha definito la realtà aumentata come “un cambiamento definitivo sul nostro modo di usare la tecnologia. Qualcosa capace di trasformare il modo di lavorare, giocare, connettersi e studiare”.

La informazioni raccolte indicano inoltre in un centinaio di persone le dimensioni del gruppo di lavoro dedicato, con l’ingresso recente di figure importanti tra i massimi esponenti delle tecnologie video e audio. Dietro il nome in codice T288 si nasconde il vero progetto, destinato prima di tutto a ereditare l’esperienza intorno ad ARKit, lo strumento di sviluppo per le applicazioni di realtà aumentata finora dedicata al mondo iPhone e iPad. Una fase di test sul campo, dal quale trarre preziosi spunti per l’importante passo successivo.

In linea con la filosofia Apple, non si va alla ricerca di un prodotto qualsiasi. Ancora una volta, si punta a colpire soprattutto per estetica e funzionalità. Aspetti come design e durata della batteria avranno quindi lo stesso peso di qualità delle immagini e prestazioni. Al momento, un’impresa tutt’altro che scontata. Anche per questo però, confermata la strada di uno sviluppo totalmente proprietario. In particolare si punta a ridurre  componenti distinti, integrando grafica, CPU e altri moduli nel minor numero possibile di chip, proprio per ridurre il consumo.

Per quanto distinto, il relativo sistema operativo, sarà comunque ispirato profondamente a IoS. Ribattezzato al momento rOS, da reality operating system, al momento non ha però ancora le indicazioni sull’interfaccia e il controllo delle app. Tra le ipotesi allo studio, le più gettonate vanno in direzione di un pannello touch o dell’estensione di Siri, combinate a un sistema di riconoscimento dei gesti.

I primi a ottenere tracce concrete del nuovo progetto Apple saranno quasi certamente gli sviluppatori, cui è destinato un aggiornamento del software ARKit prima del 2018. Nel frattempo, in mancanza di un proprio prototipo di visore, i test si affidano a prodotti della concorrenza, a partire da HTC Vive o gli Oculus Gear VR, quest’ultimo  costruito non a caso con componenti di provenienza iPhone.

Pubblicato il: 10 novembre 2017

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