Liberi di cavalcare le onde, mentre le onde Sharkbanz tengono a bada gli squali

Il rivoluzionario braccialetto sfrutta i campi magnetici per scongiurare incontri pericolosi in acqua

Quando un italiano viaggia verso le spiagge di un oceano, poche altre cose lo preoccupano quanto gli squali. Nei casi peggiori, la combinazione di immagini mediatiche, film esasperati sull’argomento e limitata conoscenza del reale pericolo rischia addirittura di mettere a rischio la serenità della vacanza.

Per loro però, come per tutti i frequentatori delle acque realmente a rischio squali, ora esiste una soluzione. Un sistema pensato da Sharkbanz, tanto semplice quanto efficace. Sfruttando le potenzialità del magnetismo, dopo una lunga serie di studi e sperimentazioni la società è arrivata a mettere a punto una soluzione da più parti apprezzata e ritenuta affidabile. Un braccialetto, da indossare anche alla caviglia, produce in pratica un campo magnetico abbastanza potente da creare una sorta di scudo intorno alla persona, tale da scoraggiare l’avvicinamento dell’animale.

Per capire meglio come funziona, è utile approfondire alcuni aspetti sul comportamento degli squali. In estrema sintesi, la nomea di assassini è semplicemente dovuta al fatto che sono privi di braccia. La bocca è quindi lo strumento utilizzato per scoprire e conoscere un oggetto nei propri dintorni. Come per qualsiasi altro oggetto o animale, ad attirare verso l’uomo è il movimento. La curiosità insita negli squali li porta inoltre ad avvicinarsi e a cercare di capire di cosa si tratti. Dal punto di vista dell’uomo, il problema è che la bocca e i relativi denti sono l’unico strumento di contatto per scoprire se possa trattarsi di cibo. Non di rado a rendere le cose complicate è proprio la reazione scomposta delle persone di fronte a quello che per lo squalo altro non è se non una sorta di assaggio innocente.

Per questo Sharkbanz affronta il problema alla radice, impedendo l’avvicinamento. Ogni essere vivente in movimento, emette energia, creando un campo intorno a sè. Il braccialetto non fa altro che amplificare questo segnale, dando quindi l’impressione di qualcosa di molto più grosso, e quindi pericoloso. A quel punto, la grande sensibilità dell’animale verso queste onde combinata all’istinto di sopravvivenza, induce a restare a distanza.

Tradurre in pratica questi risultati non è però facile. Sharkbanz è frutto di una lunga attività di ricerca, mirata anche a realizzare un oggetto non solo efficace, ma anche bello da indossare, pratico, facile da usare e non da ultimo, a un prezzo ragionevole.

Il risultato può dirsi raggiunto. Per 69 dollari si può contare su un braccialetto dall’aspetto non molto diverso da un fitband o uno smartwatch. Soprattutto, non servono ricariche o configurazioni particolari.

La comunità americana dei surfer sembra apprezzare in modo particolare Sharkbanz. Da qui, lo stimolo per l’azienda di insistere nello sviluppo, per estendere la portata della soluzione ad altre specie e ad altri campi. Nel frattempo, l’idea piace molto anche ai semplici bagnanti, liberi di buttarsi in acqua lasciando sulla spiaggia ogni timore.

Pubblicato il: 11 ottobre 2017

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