Anche quando danno i numeri, smartwatch e fitband sono in piena salute

Nuovo trimestre in crescita secondo le stime IDC. Il mercato guidato da Xiaomi e Apple

Passo dopo passo, la crescita del mercato wearable inizia a farsi interessante. Archiviato un altro trimestre positivo infatti, il settore raggiunge cifre di tutto rispetto. Nel secondo trimestre 2017, IDC ha stimato una crescita del 10,3% nelle unità vendute su scala mondiale, per un valore di 23,6 milioni di dollari.

Il nuovo Worldwide Quarterly Wearable Device Tracker segna anche una svolta importante. I dispositivi di base, quelli non compatibili con app di terze parti, registrano per la prima volta un calo, dello 0,9%. Un dato in netto contrasto con la crescita del 60,9% degli smartwatch targati Apple e Android. In pratica, l’utente ormai non più alle prime armi, va alla ricerca di strumenti utili anche a scambiare dati e a confrontarli, tra più dispositivi in proprio possesso o con altri appassionati.

Più in generale, IDC giudica questa maggiore crescita di intelligenza negli apparati, anche come segnale di maturità del mercato e un importante indicatore per i produttori. Non si parla più di oggetti rudimentali a poco prezzo, utili soprattutto per invogliare a passare a quelli più sofisticati. L’orientamento va ora direttamente su specifiche funzionalità.

Al riguardo, da osservare come alcune opzioni date per rivoluzionarie solo pochi anni fa, ora sono praticamente scontate. Quando si parla di fitband, smartwatch e simili infatti, sempre meno mettono in discussione la presenza di un GPS o di funzioni a supporto del fitness. Nel giro di un anno, gli oggetti con tali caratteristiche sono passati dal 24,5% al 41,7% nelle scelte.

Il settore sembra quindi maturo per il passaggio successivo, guardare più in dettaglio alla qualità dei dati raccolti e non più solo alla possibilità di raccogliere informazioni. Per questo, cresce l’interesse nel mondo della Sanità, grazie alla maggiore possibilità di contare su un quadro clinico affidabile.

A favore del settore, una certa varietà tra gli utenti. Si spazia infatti dai più sensibili alla moda e al deisgn, per arrivare agli appassionati di sport, senza dimenticare tutti quelli comunque ansiosi di sperimentare di persona nuove tecnologie. Una varietà che su ritrova anche nelle fasce di prezzo.

In prospettiva, lo sviluppo viene visto sempre più in direzione di smartwatch indipendenti con applicazioni residenti, seguendo a grandi passi la strada di veri e propri prodotti di massa.

Tre nomi in cerca di leadership

Non a caso, la leadership del settore secondo IDC resta in mano alla cinese Xiaomi con il 13,4%, produttrice della linea Mi Band, sempre attenta a estendere la propria offerta. Poco distante, Apple, il cui Watch raccoglie consensi tra il 13%. Soprattutto, registra il migliore aumento in termini di quota di mercato. Subito dietro con un 12,9% Fitbit, tallona ormai da vicino Apple accusando però una pesante perdita in termini di presenza sul mercato. Un anno fa infatti, era largamente al comando con il 24,1%. Più distanziati gli unici altri due marchi conteggiati singolarmente, indice di un settore molto frammentato, dove quindi non è azzardato aspettarsi a breve l’inizio di una fase di consolidamento. Con il 5,4% Garmin segna un lieve arretramento, mentre il 4% di Fossil per quanto contenuto rappresenta l’incremento più importante (grazie anche all’acquisizione Misfit), e quindi da seguire. Per Xiaomi, Apple e Fossil inoltre, aumentano comunque in misura significativa le unità consegnate, rispettivamente del 13,7%, del 49,7% e del 217,9%.

Da non trascurare infine, un altro importante settore in crescita. Tutta la parte wearable relativa ad abbigliamento e auricolari intelligenti (per esempio, quelli in grado di tradurre una conversazione) cresce addirittura a ritmi vertiginosi, in tripla cifra. Da non dimenticare però, come si tratti ancora di un mercato ai primi passi, quindi dai numeri estremamente contenuti e di conseguenza più facili da raddoppiare ancora per qualche tempo. A loro vantaggio, gioca il ruolo di supporto nella risoluzione di problemi e non solo la capacità di analizzare dati.

Pubblicato il: 7 settembre 2017

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