Con una Streamcam sul cuore, la buona stella non ti abbandona

La piccola ed elegante videocamera indossabile salva le riprese direttamente nel cloud

Una vera e propria guarda del corpo personale, oppure una compagnia fedele e al tempo stesso discreta capace di documentare ogni istante della vita. Ambizioni spesso difficili da raggiungere da sole, possono diventare entrambe realtà grazie a Shonin. A condizione di accantonare gli aspetti umani e concentrarsi solo sul risultato, la startup canadese ha messo a punto una soluzione tanto innovativa nel risultato quanto semplice negli elementi utilizzati. Una valida garanzia per un probabile successo.

L’idea è all’apparenza una semplice videocamera indossabile. Streamcam è in effetti curata sotto il profilo estetico, con linee gradevoli e non invadenti, da indossare a piacere sfruttando una clip o un magnete. L’aspetto più originale, quello capace di fare la differenza e renderla utile in diverse situazioni quotidiane, è la connessione diretta al cloud attraverso una SIM o un tethering Wi-Fi. In pratica, una volta attivata, con il tasto integrato sotto l’obiettivo o via app da remoto, senza bisogno di fare altro le riprese vengono salvate direttamente nel cloud.

Diversi i benefici, fermo restando la possibilità di usare anche una scheda Micro SD. A partire da una drastica riduzione di ingombro, peso e consumi di Streamcam, per arrivare a una estrema semplificazione di utilizzo. Caratteristiche facilmente apprezzabili nelle usuali attività di social networking, ma non solo. Oltre a poter rivedere, modificare e salvare – sempre in cloud – le riprese, l’idea  Shonin si trasforma presto in un ottimo supporto per la sicurezza personale.

Basti pensare per esempio a una persona per strada da sola in situazioni poco rassicuranti, come buio, zone poco frequentate o maltempo. La sola presenza della videocamera può già rivelarsi un deterrente per tenere lontano i malintenzionati. Nel caso peggiore, una testimonianza ineccepibile contro eventuali aggressori o molestatori. È in situazioni del genere che si apprezza in modo particolare l’idea di ricorrere al cloud, di fronte alla difficoltà, sia per la vittima (contro volontà) sia per l’aggressore, di accedere ai dati registrati.

Il progetto diffuso attraverso la piattaforma di crowdfunding Kickstarter ha già raccolto diversi consensi, al punto di essere ormai prossimi alla messa in commercio. Il prezzo base di 147 dollari, è però ampiamente indicativo. Per contare su un oggetto completo e funzionante in ogni situazione, è infatti necessario mettere in cantiere una spesa intorno ai 200 dollari. Fermo restando tutti i dubbi sulla reale efficacia in Paesi come l’Italia, dove la connettività è spesso un’incognita.

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