Dopo anni sulle montagne russe, Nokia punta sull’8 per tornare a volare

Parte dal bothie una interessante ricerca di novità per la sfida di rilanciare lo storico marchio

Pensare di riuscire a inventare qualcosa di nuovo in un settore da tempo livellato come il mondo degli smartphone, nella migliore delle ipotesi può sembrare una dichiarazione presuntuosa. Eppure, se qualcuno è in grado di portare cambiamenti in un settore dove da troppo le novità sono legate a dettagli estetici spesso trascurabili e alla normale evoluzione tecnologica, questa è Nokia. O meglio, HMD Global, la casa dei telefoni Nokia tornata sulla retta via di quella ricerca e innovazione capaci di renderla per anni pioniere del settore, prima di incappare in una clamorosa serie di decisioni errate. Dalla drammatica scelta di trascurare Android per insistere su un inconsistente sistema operativo Symbian, fino a cedere alle lusinghe di Microsoft, prima di recuperare la propria identità supportata dalla combinazione unica di concretezza e pragmatismo tipicamente scandinavi.

Ora, la vera sfida riparte con il Nokia 8, un modello con le carte in regola per integrarsi come un vestito su misura nella abitudini, senza tuttavia rubare il ruolo di protagonista all’utente. Tanto difficile quanto rischiosa, la decisione riesce tuttavia a rimettere in gioco lo storico marchio. Non tanto per la nuova generazione con ottiche Zeiss, scelta praticamente scontata se si punta in alto, quanto per gli altri due punti di forza, o presunti tali, annunciati.

Dentro una rara scocca in alluminio, probabilmente alla ricerca di quella solidità capace di rendere leggendaria la resistenza di tanti modelli della casa finlandese, massimo spazio alla condivisione, inseguendo una nuova interpretazione. A prima vista, Dual-Sight mode può lasciare perplessi su una reale presa da parte degli utenti. D’altra parte, non bisogna dimenticare le perplessità con cui erano state accolte le prime fotocamere integrate sui telefoni cellulari. Con una visione più aperta, oggi tanti produttori di macchine fotografiche digitale compatte navigherebbero in acque decisamente migliori. In ogni caso, a utilizzare contemporaneamente le fotocamere anteriore e posteriore per fare foto e video in split-screen fino a oggi non ci aveva ancora pensato nessuno o quasi. A fare la differenza, un buon filmato oggi però non basta più. Prontamente, HMD Global ha completato il progetto con OZO Audio, sonoro 3D a 360° con l’obiettivo di rendere più coinvolgenti i video in 4k.

Dal selfie, al Bothie. Da una parola tanto abusata quanto a volte irritante, a un’altra non certo più attraente, la sfida è lanciata, con la speranza di eguagliarne le imprese. Alla ricerca della storica eleganza Nokia, racchiusa in uno spessore di 4,6mm ai bordi e di 7,3mm in media e affidata a un processore Qualcomm Snapdragon 835, la sfida riparte. La ruggine accumulata per anni mentre gli avversari si involavano, può sembrare troppa. Certamente, lo sarebbe per i tanti marchi capaci in passato di arrivare ai vertici di mercato e poi sparire. Quando però si parla di un nome dove tra gli utenti maggiori di quindici anni sono più quelli felici di aver avuto in passato un modello Nokia di quelli per cui è il nome è sconosciuto, la rimonta è  un obiettivo reale.

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