Dietro il display, Battery Life porta a galla l’invadenza Facebook

Pensata per aiutare a risparmiare batteria, l’app Kaspersky Lab svela comportamenti fastidiosi

Anche se attualmente la durata della batteria è essenzialmente un problema riconducibile agli smartphone, non è azzardato ipotizzare come presto o tardi finisca per risucchiare anche smartwatch e ogni altro dispositivo indossabile con accesso diretto alle app. Come insegna il passato, dove fino a pochi anni fa capacità  nettamente inferiori duravano settimane, oggi si fatica a concludere una giornata.

La situazione però, non è solo questione di energia disponibile. Come le più attuali tendenze ambientaliste insegnano, il risparmio è la migliore risorsa rinnovabile. All’apparenza, un messaggio difficile da tradurre in pratica per l’utente di uno smartphone affamato di energia. In pratica, buona parte dei consumi e relative difficoltà hanno un responsabile ben preciso: Facebook.

Grazie alla più recente app gratuita di Kaspersky Lab, Battery Life, è immediato scoprire alcuni aspetti inimmaginabili di cosa avvenga sul proprio smartphone. Tantissime app infatti, restano attive anche quando non utilizzate. Non tanto per inviare le notifiche, in realtà un pretesto, quanto per spiare ogni mossa dell’utente e trasmettere i propri dati personali ai vari addetti al marketing. Aspetto tuttavia abbastanza scontato, una volta concesso il consenso in fase di installazione.

In realtà, dietro il display succede qualcosa di molto più sgradevole. Anche se espressamente arrestate grazie all’aiuto di Battery Life, la maggior parte delle app si riattivano automaticamente a scadenza regolare. Su tutte, vince per distacco Facebook, praticamente assillante e quasi invincibile. Solo pochi secondi dopo aver quantificato l’assorbimento esorbitante del social network ed essere stata arrestata, Battery Life ne segnala la riattivazione, con relativo picco di consumo e interferenza nei propri affari.

Anche se nessun’altra raggiunge questi livelli, Facebook non è la sola a rivelare un atteggiamento tanto invadente e antipatico. A fianco di altre facilmente prevedibili, a partire a Instagram, si trova una Flipboard, tanto poco utilizzata quanto invadente, una insospettabile Euronews e naturalmente tutto l’universo delle app Google, in pratica utili solo a carpire dati personali.

Per quanto a prima vista ci si potesse aspettare di più da Battery Life, difficile al momento pretendere una soluzione. Conoscendo Kaspersky Lab però, considerando come la situazione di fatto vanifichi gli sforzi attuali, non è difficile ipotizzare come questo rappresenti un punto di partenza. Non è cioè del tutto fuori luogo immaginare una nuova versione, probabilmente a pagamento, più efficace e pronta a zittire a comando l’irritante invadenza di Facebook e compagnia.

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