Un occhio al design e l’altro alla realtà aumentata, Alpha Glass mette a fuoco la rivoluzione

Tutto il meglio della tecnologia di oggi e di domani, nascosto dentro occhiali perfettamente alla moda

Tra i, tanti, problemi incontrati dal vari smartglasses, non solo da Google, un limite sottovalutato si è rivelata la combinazione tra estetica e funzionalità. Quasi sempre troppo sbilanciata in una delle due direzioni, di fatto finora ha reso impossibile una diffusione su larga scala di dispositivi destinati a essere indossati a lungo o comunque di frequente nel corso di una giornata.

L’attendismo in materia dei grandi marchi lascia spazio a iniziative più piccole, dove però non mancano grandi ambizioni. Tra le più interessanti, sta emergendo Alpha Glass. Progetto nato alcuni anni fa in California dagli Alpha Labs, entra ora in una fase importante, con la ricerca su Kickstarter dei fondi necessari a entrare nella fase finale prima della produzione di massa.

L’idea è partita da un paio di comuni occhiali da vista. Una montatura come tante altre, con però all’interno tutta la tecnologia del caso. Il lavoro ha richiesto una ricerca molto impegnativa di componenti dalle dimensioni estremamente ridotte, senza andare a scapito della qualità e della relativa integrazione nella montatura in modo più discreto possibile.

A giudicare dai risultati, la sfida può considerarsi vinta. In attesa di capire se e quanto sarà premiata dal mercato, è interessante analizzare i dettagli del progetto. Prima di tutto, il modulo per la realtà aumentata. Sfociato in un brevetto, SMOS (Separated Modular Optical System) riesce a quadruplicare l’area visibile rispetto ai Google Glass , dimezzando l’ingombro. Il tutto con uno display OLED da 1280×1024 pixel sovrapposto alle lenti.

La vera scommessa, è stata riuscire a nascondere il più possibile la tecnologia di base. Sfruttando il volume standard degli elementi di raccordo, nasello e stanghette, al loro interno elettronica e relativa interfaccia. Così, se ai lati delle lenti sono inserite una telecamera da 5 MP da una parte e un microfono dall’altra, nelle aste sono collocati processore, batteria, moduli Bluetooth e Wi-Fi, sensori e modulo per la realtà aumentata.

Da sottolineare, la presenza del microfono. Abbinata a uno speaker, permette un ulteriore salto di qualità. Quando non utilizzati per la realtà aumentata, gli Alpha Glass tornano utili per gestire le telefonate e altre operazioni tipiche da smartphone, ma soprattutto per comandi vocali.

Il cuore resta però dedicato alla realtà aumentata. La via scelta è quella di estenderne il più possibile il raggio d’azione, soprattutto per aumentarne l’interesse commerciale. Così, le tradizionali informazioni addizionali allo scenario davanti a sè diventano quasi superate. L’intero sistema  promette infatti di andare oltre, interagendo direttamente con i contatti, ma appoggiandosi anche alle funzioni di navigazione GPS dello smartphone. Senza naturalmente trascurare la possibilità di inviare all’istante sui social network il punto di vista personale. Per gli sportivi infine, la possibilità di collegarsi all’app di tracking e avere quindi sempre sotto controllo la prestazione.

Ancora presto parlare di costi, anche se dalle primi indicazioni una cifra intorno ai 500 dollari non è affatto fori luogo.

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