Negli auricolari Bragi con la memoria lunga trovano spazio novità a tutto campo

Di fronte a traduzione simultanea, tracking e musica, le funzioni voce passano in secondo piano

Ridurre peso e dimensioni degli auricolari è una sfida che ha impegnato per anni i protagonisti del settore. Quando, più di recente, Apple è riuscita ancora una volta a spiazzare tutti eliminando di fatto ogni filo, pensare di andare oltre sembrava decisamente poco probabile. Invece, proprio da qui è partita una nuova ondata di innovazione i cui risultati non finiscono di stupire. Dall’ergonomia alla durata della batterie, dalla qualità audio a funzioni aggiuntive, l’evoluzione è stata, e resta tutt’ora, veloce e prolifica come raramente visto in passato.

Su tutte, spiccano novità imprevedibili, a partire dalla traduzione istantanea di Waverly Labs. Finora però, ancora nessuno era riuscito a combinare un insieme di funzionalità come ha saputo fare Bragi. La startup tedesca ha infatti iniziato a sviluppare il progetto Dash Pro da qualche tempo, arrivando oggi a risultati decisamente sorprendenti.

Dash Pro è infatti una coppia di comuni auricolari wireless collegati via Bluetooh solo al primo aspetto. La concentrazione di tecnologia racchiusa all’interno, e la regolare espansione di funzionalità garantita dagli aggiornamenti del software Bragi OS, lo rendono un oggetto unico nel proprio genere. Al punto da non far apparire così sproporzionato il prezzo non indifferente di 349 euro.

Auricolari significa prima di tutto musica. Funzione solo all’apparenza scontata, dove però si notano già differenze importanti. Su tutte, la capacità di operare in modo indipendente dallo smartphone. All’interno di Dash Pro gli ingegneri hanno trovato spazio per inserire una memoria da 4 GB, senza comunque sacrificare la batteria, con una durata dichiarata di 5 ore in ascolto continuo. Interessante inoltre, la modalità Audio Transparency, vale a dire la possibilità di regolare l’isolamento acustico. Per quanto gradevole, non sempre opportuno quando ci si muove in città.

Una volta inserita della memoria, per gli auricolari si aprono molte altre possibilità. Esattamente come farebbe un dispositivo dedicato, il sistema è in grado di riconoscere il tipo di attività fisica praticata. Corsa, bicicletta o nuoto vengono così tracciate, all’occorrenza, con tanto di incitamenti vocali dell’allenatore virtuale.

A questa dotazione già di per sè non indifferente, si aggiunge quello che in altri casi è il motivo portante di un progetto. Appoggiandosi allo smartphone, i Dash Pro supportano anche la traduzione istantanea di 40 linguaggi.

Giusto per scrupolo, vale la pena di ricordare lo sfruttamento della resa audio anche per qualcosa che di fronte a tutto questo sa quasi di superato, la gestione delle telefonate sullo smartphone.

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