Solo il meglio dei wireless, con Outlier Sports è un’altra musica

Praticità quasi totale per gli auricolari ear-in Creative, a prova di caduta

Per quanto fondamentale sia la tecnologia, quando si parla di accessori aspetti esteriori come design, colore e originalità possono diventare prioritari. Spesso, in misura proporzionale alla visibilità dell’oggetto. Cuffie e auricolari rientrano a pieno titolo in questa situazione come pochi altri.

C’è però un limite oltre il quale diventa rischioso spingersi. L’esempio più evidente, l’ultima evoluzione degli AirPods. Per quanto indubbiamente originali, curati sotto ogni aspetto e concepiti per chi vuole farsi notare, dal punto di vista pratico i limiti non mancano. Soprattutto, quando si tratta di usarli durante lo sport o comunque attività movimentate. Nonostante qualsiasi accorgimento o rassicurazione, un discorso ben noto a chi ne ha visto uno rotolare in luoghi irraggiungibili. Sapere di poterne riacquistare uno solo, non aiuta più di tanto.

Anche perchè, per una cifra praticamente simile al singolo auricolare wireless di casa Apple, le alternative non mancano, sotto tutti gli aspetti. Creative Outlier Sports è una con tutte le carte in regola. Disegnati espressamente per chi pratica sport, si prestano comunque in modo eccellente anche all’uso quotidiano, dal semplice ascolto di musica alla gestione delle telefonate.

Al primo impatto, il peso può sembrare eccessivo per chi non è aiutato a dispositivi ear-in wireless, quindi con la batteria integrata in ciascun auricolare. Una volta indossati però, presto ogni sensazione di fastidio svanisce, e diventa decisamente più rilevante l’abbinata tra qualità audio e durata delle batterie. Decisamente all’altezza delle attese più esigenti la prima, abbastanza da supportare anche una giornata piena la seconda. Nominalmente, 11 ore.

In fatto di estetica, anche la confezione non manca di farsi notare. Sobria ed elegante, racchiude tutto il necessario del caso, compresa custodia, tamponi di varie misure e relativi adattatori. Di serie anche il cavo per la ricarica, ma non è previsto l’alimentatore USB, anche se oggettivamente difficile indicarlo come difetto.

Ridotte al minimo anche le istruzioni, limitate a una serie di immagini su un pieghevole. Anche qui, niente che possa creare problemi. Installazione e configurazione non si discostano infatti da un qualsiasi dispositivo Bluetooh. Nel caso specifico, collegatoa un telefono Android senza alcuna difficoltà e immediatamente pronto per l’uso.

Sul campo, le attese vengono confermate. Sia fermi in automobile sia muovendosi in città, la stabilità degli Outlier Sports è decisamente buona, così come la resa audio. Giustamente, l’isolamento dai rumori di fondo è parziale, a meno di portare al massimo il volume. Spingendosi oltre, a camminare veloci su terreni accidentati o a correre, emerge solo qualche appunto. A qualcuno infatti, il cavo appoggiato alla parte posteriore del collo può non risultare del tutto gradito, soprattutto sotto sforzo quando inevitabilmente emerge un minimo di sfregamento continuo. Come tutti i sistemi wireless inoltre, per quanto ridotto, il rischio di caduta non si può escludere del tutto. Può venire in soccorso la piccola molletta in dotazione.

Si fa invece apprezzare senza remore la perfetta integrazione con Android. L’arrivo di una chiamata è gestito in modo del tutto trasparente. Azionando il relativo pulsante, la musica viene messa in pausa. Al termine della conversazione, la riproduzione riparte senza bisogno di fare altro. Anche la posizione all’apparenza defilata del microfono, in realtà non inibisce la conversazione. Almeno, non più di quanto possa fare il fiato lungo dello sportivo sotto sforzo.

In definitiva, più dei 69,99 euro del listino, quanto un solo auricolare in versioni più ambiziosa, da prendere in considerazione per chi sta valutando il primo acquisto di un dispositivo wireless resta la necessità di doversi abituare a una distribuzione del peso inedita. Visto che si parla però di una spiccata vocazione sportiva, niente di abbastanza importante da preoccupare per chi l’allenamento è una pratica quotidiana.

 

Giuseppe Goglio

Pubblicato il: 7 luglio 2017

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