C’è molto poco di virtuale nella sfida Google per il formato video VR180

L’azienda di Moutain View al lavoro per uno standard più affidabile. Lenovo ed LG tra i primi partner

Da visuali inedite alla possibilità di immergersi letteralmente all’interno di un evento lontano, le potenzialità della realtà virtuale offrono al mondo dei progettisti una serie di opportunità tutte da valorizzare. Tra i più attenti allo sviluppo del settore, Google negli ultimi tempi non ha risparmiato gli investimenti. Pur non mancando incidenti di percorso, come i quasi dimenticati Google Glass, la fiducia resta alta.

Come spesso capita in questi casi però, per favorire la crescita del mercato si arriva a un punto in cui le diverse tecnologie sviluppate in parallelo devono convergere. Così come è stato anni fa con la sfida Betamax-VHS e più di recente quella vinta dal Blu-ray a spese dell’HD DVD, ora la storia si ripete e Google si dice convinta sia arrivato il momento di una scelta. Dopo aver supportato per due anni lo sviluppo sia di 360 sia di VR, principali formati video per la realtà virtuale, in pratica si è deciso di non decidere. Preso atto di punti di forza e limiti di entrambi i formati, ascoltati anche gli esperti del settore, si punta a rilanciare, scommettendo su un formato proprio. Nelle intenzioni, VR180 dovrà facilitare la realizzazione dei contenuti, soprattutto pensando alla visione da YouTube. Altro aspetto non trascurabile, ottimizzato per Daydream, il proprio sistema per la realtà virtuale.

VR180 dovrà visualizzare alla massima risoluzione la scena artificiale ricostruita davanti agli occhi dell’utente, funzionare indistintamente su desktop o apparati mobile e garantire la massima fluidità nei movimenti, rispettando promozioni e prospettive. Dal punto di vista utente, la promessa è poter realizzare i filmati senza cambiare il modo usuale di riprendere e continuare a utilizzare strumenti comuni in fase di montaggio.

Il gruppo di lavoro Daydream si è già concentrato su V180, ha già preso contatti con i produttori al fine di arrivare al più presto alla produzione di dispositivi dedicati. Un passo cruciale per dare impulso al proprio formato e superare la concorrenza, comunque più avanti nello sviluppo del progetto. Tra i primi nomi, vendono indicati anche Lenovo ed LG. Per gli altri, è comunque prevista una sorta di certificazione per rendere compatibili i nuovi prodotti.

Se, quanto e quando il progetto prenderà piede è ancora tutto da stabilire. Come prevedibile, Google lo da già per scontato, ma è bene ricordare quanto dovessero essere rivoluzionari non più tardi di pochi anni fa quei Google Glass oggi praticamente dimenticati.

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