Dove c’è connessione c’è pericolo, l’allerta Kaspersky Lab

I dispositivi smart, come smartwatch, smart TV, videocamere e anche ogni sistema wearable collegato alla Rete, contribuisce a far crescere il fenomeno Internet of Things (IoT), con le inevitabili conseguenze in termini di sicurezza. L’elevato numero e la varietà di questi dispositivi hanno infatti portato IoT a diventare un obiettivo interessante per i cybercriminali. I criminali sono infatti già in grado di spiare le persone, ricattarle e persino trasformarle in complici involontari.

Sfruttando degli honeypot, una sorta di esca digitale, gli esperti di Kaspersky Lab hanno condotto una ricerca su questi malware,  per comprendere quanto sia serio il pericolo. La maggior parte degli attacchi registrati ha preso di mira videoregistratori digitali o telecamere IP (63%), mentre  il 20% aveva come obiettivo sistemi di rete (router e modem DSL. L’1% degli obiettivi era rappresentato dai dispositivi più usati dagli utenti, come stampanti e altri device per la smart home. Cina (17%), Vietnam (15%) e Russia (8%) si sono rivelati i Paesi con il maggior numero di dispositivi IoT attaccati, con numerose macchine infettate. Seguono Brasile, Turchia e Taiwan, ciascuno con il 7%.

Nel corso dell’esperimento i ricercatori sono stati in grado di raccogliere informazioni su più di settemila esemplari di malware appositamente progettati per attaccare i dispositivi connessi.

Secondo gli esperti, la ragione di questa crescita è semplice: i dispositivi IoT sono vulnerabili. Il fattore più preoccupante è il numero di potenziali obiettivi: secondo gli esperti del settore, nel mondo ci sono già più di 6 miliardi di dispositivi smart. La maggior parte di essi non ha alcuna soluzione di sicurezza installata e i produttori solitamente non rilasciano aggiornamenti di sicurezza o nuovi firmware.

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