Tanto cuore e poca energia nell’affidabilità dei fitband

Apple Watch molto meglio di Samsung Gear S3, solo sul battito cardiaco. Bocciatura totale per le calorie

Sulla reale affidabilità di fitband e altri dispositivi per la lettura al polso, la discussione deve ancora iniziare. In particolare, manca al momento una qualsiasi valutazione medica al riguardo, tale da giustificare un’attendibilità dei dati elaborati dalle relative app, capace di andare oltre il puro aspetto ludico. Un primo passo in questa direzione l’ha effettuato l’MDPI di Basilea, sul Journal of Personalized Medicine, con un interessante studio realizzato su sette modelli: Apple Watch, Basis Peak, Fitbit Surge, Microsoft Band, Mio Alpha 2, PulseOn, e Samsung Gear S2.

Sotto esame, due aspetti particolari; l’affidabilità nel rilevamento del battito cardiaco e quella nel calcolo delle calorie consumate. In pratica, i principi base intorno ai quali si è sviluppato il relativo mercato. Sessanta i volontari esaminati, suddivisi per sesso, altezza, peso e colore della pelle. Con test effettuati su entrambi i polsi. Contrastanti i risultati, sia per argomento dello studio sia per i modelli.

Sul lato pratico, l’affidabilità tende a calare per i maschi, la pelle di colore scuro e al crescere della massa corporea. I risultati sulla bicicletta si sono inoltre rilevati più attendibili di quelli sul cammino. Per quanto riguarda il battito cardiaco, in sei casi su sette (unico neo il Samsung Gear 2) il margine di errore complessivo è rientrato nella tolleranza del 5%. Discorso totalmente diverso per il consumo energetico, dove nessuno si è anche solo avvicinato al livello massimo di errore. Tutti infatti, sono andati ben oltre il 20%.

A uscirne meglio di tutti, Apple Watch, con il maggiore livello di attendibilità in entrambi i casi, anche se è importante ricordare come il dato sulle calorie resti comunque ben lontano da una qualsiasi utilità medica. Dove invece i rispettivi tecnici hanno ancora tanto lavoro che li aspetta non è solo in Samsung. Nel conteggio energetico, l’errore del PulseOn riesce addirittura a raggiungere il 90%.

Come sottolineano i ricercatori, la faccenda è però decisamente più complessa. In particolare, va approfondito il netto divario emerso tra i rilevamenti maschili, decisamente meno affidabili, e quelli femminili. Per la differenza tra bicicletta e cammino, si segue invece la strada della diversa natura del movimento.

Un ultimo aspetto su cui indagare, è la diversa origine dei risultati sottoposti all’utente. Mentre il battito cardiaco è il risultato prevalentemente di un dato grezzo, alla base del calcolo delle calorie consumate ci sono algoritmi proprietari, complessi e con uno bagaglio di conoscenze ancora limitato. Da qui, l’invito degli studiosi alla massima apertura, indispensabile agli stessi produttori per poter ambire a ottenere una reale legittimità anche sotto il profilo medico, e quindi allargare il mercato.

I margini di errore rilevati nel calcolo della Frequenza cardiaca e delle Calorie consumate

Pubblicato il: 26 maggio 2017

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