Tra Android e Windows, Samsung vuole giocare la carta OS di Tizen

Un sistema operatvo a misura di utente destinato a elettrodomestici e non solo

Come Google, e per certi versi ancora prima Microsoft insegnano, riuscire a imporre al mercato un sistema operativo si traduce facilmente in un’importante porta d’accesso per la vendita di dispositivi e altri software. Nel caso di Android o Windows infatti, i costi necessari per lo sviluppo e l’aggiornamento sono per niente, o solo in minima parte, coperti dai ricavi diretti. In compenso, il potenziale immenso delle applicazioni o dei dati personali, rende l’investimento ampiamente ripagato.

Un mercato troppo importante perchè qualcuno non cerchi di intromettersi, e a provarci torna in questi giorni Samsung. In occasione dell Tizen Developers Conference in corso a San Francisco, l’azienda ha infatti diramato alcune interessanti indicazioni su Tizen RT, il sistema operativo destinato a diventare parte integrante di un’ampia gamma di prodotti della casa asiatica. Dagli aspirapolveri ai robot per la pulizia dei pavimenti, dalle lavatrici ai frigoriferi, con spazi anche per la famiglia Gear e altre soluzioni wearable.

Più in generale, arrivato alla versione 4.0 Tizen insegue un salto di qualità importante, rincorrendo i sistemi operativi più diffusi e noti, per provare a intaccare un mercato dalle prospettive importanti. Altrettantoo importante sottolineare comunque come questo non sia assolutamente segnale di un potenziale abbandono nell’utilizzo di Android e Windows per i prodotti di casa Samsung, una quota comunque importante per il fatturato e quindi da non mettere in discussione. L’idea è invece ispirarsi ad Apple nel voler offrire ai propri utenti modalità di utilizzo meglio integrate con i dispositivi e quindi più coinvolgenti per l’utente.

In particolare, Samsung vuole frsi trovare pronta nella sfida per Internet of Things. Con una serie di sensori e relative applicazioni pronte a invadere il mercato e rivoluzionare il mondo dei servizi all’utente, muoversi per tempo è fondamentale. Se probabilmente il successo di pubblico non arriverà dal mondo sempre meno ambizioso degli emuli dei Google Glass o da quello solo poco più popolare dei visori per la realtà virtuale, esiste una serie di potenziali applicazioni ancora tutta da esplorare e da conquistare. Dall’evoluzione dei sistemi indossabili legati al mndo dello sport alla salute, passando per i servizi personalizzati e contestuali di una sorta di abbigliamento elettronico e arrivare ai sempre inquietanti chip sottopelle, la partita non è neppure iniziata.

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