Un’occhiata e lo smartphone sarà presto pronto a eseguire ordini

Con EarFieldSensing, tre ricercatori tedeschi renderanno realtà il riconoscimento facciale

Al di là di qualche scena suggestiva dei telefilm o dimostrazioni poco più che velleitarie, un’interfaccia in grado di effettuare il riconoscimento facciale resta ancora argomento per i laboratori di ricerca o poco più.

Un importante passo avanti può però presto diventare realtà grazie a tre ricercatori tedeschi. Denys J.C. Matthies, Bodo Urban e Bernhard Strecker del Fraunhofer Institute for Computer Graphics Research IGD hanno infatti messo a punto una soluzione non molto lontana da un prodotto di serie.

EarFieldSensing è un sistema in grado di leggere i movimenti dei muscoli facciali, combinando i relativi cambiamenti prodotti nella deformazione del viso con il campo elettrico umano. Il rilevamento viene eseguito attraverso un minuscolo auricolare nascosto all’interno dell’orecchio. All’apparenza, qualcosa dall’aspetto molto simile a un apparecchio acustico.

Al momento, il prototipo è in grado di riconoscere 25 gesti facciali, all’occorrenza da tradurre in potenziali comandi per uno smartphone o un tablet. Uno degli ostacoli al momento più impegnativi è però eliminare il rumore. In pratica, tutto quanto possa creare confusione nell’individuare il corretto movimento. L’effetto non è molto diverso da un disturbo presente in una comunicazione telefonica o nella ricezione di un segnale TV.

Una situazione destinata comunque a migliorare nel giro di poco tempo Già allo stato attuale, EarFieldSensing è in grado di riconoscere almeno 5 movimenti con una precisione superiore al 90% quando il soggetto fermo, e dell’85,2% quando è in movimento.

In campo medico, soluzioni di questo tipo non sono del tutto sconosciute. Sistemi in grado di tradurre per esempio  il movimento degli occhi in comandi, soprattutto a supporto di disabilità fisiche. L’obiettivo della ricerca è ora quello di trovare prima di tutto strade alternative per migliorare questi metodi. Quindi, estenderne la portata nella vita quotidiana, arrivando addirittura a prevenire le intenzioni dell’utente.

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