Grazie al MIT, nessun ostacolo potrà fermare la marcia degli astronauti

Il laboratorio di ricerca Man Vehicle Lab sfrutta le tencologie wearable per stivali dotati di sensori

Presi dall’emozione delle immagini di astronauti sulla luna o nello spazio, difficilmente si arriva a immaginare quanto possa essere scomodo e delicato riuscire a condurre una missione con addosso tute e attrezzature in grado di limitare pesantemente la vista e i movimenti. Anzi, più probabilmente, quelle movenze un po’ goffe, strappano spesso sorrisi divertiti. Non altrettanto è probabilmente la situazione per chi in quelle condizioni si trova ad agire. Per loro fortuna, gli astronauti possono contare anche su chi pensa a come migliorare la loro vita spaziale.

Alcuni ricercatori del MIT di Boston, più precisamente nel Man Vehicle Lab stanno mettendo a punto una serie di dispositivi wearable in grado di superare questi limiti. Un primo prototipo riguarda degli stivali intelligenti. Dotati cioè di sensori in grado di rilevare la presenza di ostacoli lungo il percorso ma non visibili dalla visuale ridotta all’interno del casco.

Sotto la guida della professoressa Leia Stirling, la squadra di ricercatori sta mettendo a punto una soluzione in grado di garantire una piena coscienza dell’ambiente circostante. Il problema di fondo è combinare uno strumento in grado di indicare un percorso, con il relativo rilevamento di ostacoli. La risposta sono stivali dotati di sensori in grado di emettere vibrazioni per segnalare la presenza di potenziali pericoli. Nel caso della luna, si parla naturalmente di rocce, ma anche antenne o altre strumentazioni collocate al suolo e intorno alle quali si sta lavorando. In modo non molto diverso dai sistemi installati sulle autovetture per la retromarcia, la vibrazione aumenta di intensità al diminuire della distanza

Considerato l’ambiente delicato nel quale agisce un astronauta, è stata presto abbandonata l’ipotesi di utilizzare telecamere o soluzioni simili. Il già elevato numero di fattori a cui destare attenzione l’avrebbe di fatto resa una complicazione un più. Al vaglio invece, la possibilità di sostituire le vibrazioni con semplici segnali visivi intermittenti o con un suono.

Al momento, la tecnologia è ancora in fase prototipale. Se domani dovesse partire una missione, non sarebbe infatti ancora fruibile. Tuttavia, l’interesse è già elevato. Alcuni membri della Mars Desert Research Society, hanno avuto modo di mettere alla prova l’idea in un ambiente marziano ricreato nel deserto della Utah con riscontri positivi.

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