Rischio flop per l’operazione nostalgia di Nokia

Al di là della grande operazione mediatica e della visibilità ottenuta, l’operazione nostalgia di Nokia non sarà necessariamente un successo. Raggiunto lo scopo di oscurare gli annunci dei più moderni smartphone con il ritorno dello storico 3310, al MWC di Barcellona il marchio HMD Global rischia di vedere deluse le attese.

Secondo Marta Valsecchi, direttore dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy del Politecnico di Milano, l’operazione presenta diversi fattori di rischio. “Un’operazione nostalgia, dunque, che però ha, a mio avviso, ben poche probabilità di successo – commenta Valsecchi -. Certo, potrebbe catturare una nicchia di persone che continuano a preferire il cellulare per chiamare e mandare sms, invece di navigare in Internet, usare i social, le chat e le applicazioni. Ma si tratta appunto di una nicchia”.

Rispetto al 2000, i tempi sono decisamente cambiati, una semplice operazione di restyling rischia di rivelarsi insufficiente, “Chi utilizzava il Nokia 3310 e oggi ha in mano uno smartphone ha la chiara percezione del salto abissale che il mercato della telefonia mobile ha fatto negli ultimi dieci anni – prosegue Valsecchi -, e non ha certo intenzione di rinunciare alle funzionalità attuali, nonostante rimpianga la durata delle batterie dei vecchi telefonini”.

Molte perplessità sono anche legate all’assenza di uno schermo touch, diventato ormai uno standard scontato che ha consentito di avvicinare a Internet anche utenti che non si erano mai collegati attraverso un PC e usando un mouse.

Sotto osservazione anche il prezzo. Per quanto limitato a 49 euro, non è comunque molto lontano dagli smartphone di fascia più bassa. “Per fare un paragone uscendo dall’ambito della telefonia, sarebbe stato come riproporre sul mercato la Fiat 500 con caratteristiche tecniche e di design molto simili alla vettura originaria – conclude Valsecchi -, senza invece adattarsi ai nuovi standard di mercato. Penso quindi che il Nokia 3310 farà parlare di sè più sulla stampa, che tra i consumatori”.

 

 

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